Savona. Sabato alle 16, presso la sala consiglio di palazzo Sisto, si terrà un convegno aperto al pubblico che approfondirà la figura dell’attore e il fondamentale apporto che la sua arte ha dato al settore del teatro dialettale. Tra i relatori, oltre al curatore della rassegna Giuseppe Benzo, ci saranno figure di spicco del mondo del teatro goviano e del teatro ligure: il professor F. Rossello del Campus Universitario di Savona, il professor S. Godani, critico teatrale de La Stampa, G. Lavizzari Cuneo, presidente di FITA Liguria e curatore del Museo Govi di Genova, G. Cepollini, presidente di FITA Provinciale Savona e P. Campodonico, scrittore e storico del teatro genovese. Prenderanno inoltre la parola i presidenti delle tre compagnie protagoniste della rassegna: G. Ighina per “A’ Campanassa” di Savona, R, Morena per “La Torretta” di Savona e G. D’Aliesio per la “Don Bosco” di Varazze.
Dichiara l’assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Elisa Di Padova: “Era un mio desiderio che Savona questa primavera ospitasse un evento dedicato a Gilberto Govi e , grazie alla collaborazione di Giuseppe Benzo, curatore della rassegna, e delle compagnie coinvolte, è stato possibile offrire alla città una vera e propria rassegna teatrale. L’obiettivo è la contaminazione dei pubblici e degli spazi: penso sia molto importante che gli spettacoli si svolgano presso le Officine Solimano, un luogo di cultura e musica frequentato soprattutto dai giovani savonesi, perché questo consentirà un felice incontro di realtà diverse: gli appassionati del teatro dialettale potranno conoscere uno spazio ricco di possibilità e offerta culturale, mentre il pubblico abituale delle Officine potrà scoprire una tradizione teatrale che è necessario salvaguardare e tramandare alle nuove generazioni”.
Dichiara Giuseppe Benzo, curatore della rassegna: “Gilberto Govi è stato un grande uomo di teatro e le tematiche presentate nei suoi spettacoli sono universali e ancora oggi attuali. La Città di Savona con questa rassegna e con il convegno dà il suo contributo al ricordo e alla celebrazione, a cinquant’anni dalla morte, di un attore che ha lasciato la sua impronta indelebile sulla storia del teatro italiano e che è una parte fondamentale del patrimonio del teatro mondiale”





