Attualità Economia In Primo Piano Savona

Agricoltura in Liguria: il punto con il Presidente regionale Coldiretti

Ogni situazione che si protrae per lungo tempo finisce per essere metabolizzata al punto tale che spesso risulta “comunque” in miglioramento anche quando in realtà magari non la è affatto. Probabilmente lo stesso discorso vale per la crisi che imperversa in Europa e nel nostro paese ormai da anni e, che pare quasi essere entrata a far parte del nostro vissuto quotidiano come un elemento imprescindibile, ma la crisi, in realtà è ancora ben presente in Italia e continua a colpire settori importanti della nostra economia come ad esempio quello agricolo e florovivaistico.
Il punto sulla questione in Liguria lo abbiamo fatto nel corso di uno speciale “Comunicando” in radio,  insieme al presidente regionale di Coldiretti Gerolamo Calleri :”La crisi nel settore agricolo c’è, eccome“, ha detto Calleri, “Le aziende faticano nonostante le molte eccellenze del territorio che esportiamo e sono richieste e molto apprezzate all’estero, non esiste un settore che soffre più di un altro, si tratta di un momento difficile a 360 gradi, che prosegue da troppo tempo ormai“.
Con il presidente di Coldiretti Liguria si è parlato anche di pesca, (di cui Coldiretti si occupa), con le molte difficoltà del settore dovute certamente alla crisi economica ma anche, come sottolineato da Calleri, all’eccessiva e penalizzante burocrazia ancora presente in Italia. Altra criticità quella relativa all’indicazione di provenienza di molti prodotti, una battaglia, quella sulle etichette e il loro contenuto, che l’associazione porta avanti da molto tempo e che, a detta del presidente regionale, prosegue nel tentativo di raggiungere obiettivi fondamentali a tutela della nostra produzione agricola e floricola. E’ fondamentale infatti conoscere la provenienza e magari alcune caratteristiche importanti di un prodotto che, può costare di più se confrontato ad altri offrendo però una qualità decisamente superiore.
Nel corso di un servizio televisivo che condussi poco tempo fa dedicato alla realtà dei mercati in provincia di Savona, mi è capitato di affrontare “sul campo” il problema, incuriosito dal fatto che praticamente tutti i banchi di ortofrutta proponevano carciofi di provenienza sarda e addirittura fiori e piante importati in gran parte dall’Olanda.
carciofi sardi
Alla richiesta di spiegazioni, i proprietari dei banchi sostennero allora compatti che si trattava di prodotti molto meno cari di quelli “tipici” del territorio e pertanto più facilmente commercializzabili; dal punto di vista degli acquirenti il discorso non cambiava, i carciofi sardi e i fiori olandesi risultavano più “appetibili” per l’ acquisto perchè economicamente più convenienti. (nelle foto le immagini a cura di Tommaso Marinelli “Mediagold”, del servizio registrato al mercato di Alassio)
fiori olanda
Quanto e per quante persone nel periodo storico complesso in cui viviamo un costo maggiore valga il prezzo di una maggior qualità è da capire, certamente però, e quì torniamo al discorso affrontato da Calleri in diretta, è necessario offrire al consumatore il maggior numero di informazioni possibile riguardo al prodotto che va ad acquistare e questo può avvenire soprattutto attraverso un’etichetta leggibile e dettagliata.
l’informazione, del resto, è anche alla base di un evento importante che da alcuni anni l’associazione degli agricoltori porta avanti con successo, si tratta della nota “Campagna amica” un progetto che Coldiretti porta anche nelle scuole con l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi il territorio in cui vivono attraverso un “tuffo” nella realtà agricola con le sue tradizioni e la sua tipicità.
Campagna-Amnica-verdura-01
Allo stesso tempo (come spiegato sul sito di Coldiretti Liguria) “si mira a educarli a uno stile di vita sano e ad una alimentazione corretta, coinvolgendo la scuola e la famiglia. Mangiar sano resta, infatti, uno dei migliori sistemi di prevenzione di malattie come l’obesità e il colesterolo. La conoscenza del sistema agroalimentare darà, infine, gli strumenti per effettuare scelte consapevoli a quelli che saranno i consumatori di domani“.
Non si tratta comunque dell’unico progetto intrapreso da Coldiretti, tra gli altri ad esempio, di particolare interesse e nell’ambito proprio di “Campagna amica” c’è la “Fattoria didattica“, tema conclusivo dell’appuntamento insieme a Gerolamo Calleri che ha ricordato come oggi molti giovani (ma anche meno giovani) non siano abituati al “contatto” diretto con le realtà della campagna, gli animali in primis, ma anche la realizzazione dei prodotti, le tecniche di produzione e gli antichi mestieri da non dimenticare. La Fattoria Didattica rientra in quel concetto di “forza sociale” che ha portato Coldiretti al di là delle vecchie forme di rappresentanza. Si tratta di uno strumento che garantisce, infatti, un dialogo con i ragazzi come con le famiglie, che permette al cittadino-consumatore di comprendere l’importanza dell’agricoltura e di conoscere meglio il territorio in cui vive.

Informazioni sull'autore del post