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La "Superga" del nuoto

La macabra tragedia di Superga ha preso diritto di cittadinanza nell’elenco delle date passive della storia italiana del dopoguerra. Non fu certo l’unica. Benchè riguardasse il mondo dello sport sconvolse profondamente anche chi di sport non era appassionato.
Diciassette anni dopo Superga, ancora un lacerante miserere attraversò il mondo dello sport: l’incidente aereo di Brema, la sera del 28 gennaio 1966 in cui perì una selezione italiana di sette atleti della nazionale di  nuoto diretta al meeting di Brema, uno dei più prestigiosi eventi della stagione. Fu un ecatombe. I giornali il giorno seguente titolarono “Morti per un ritardo di 12 minuti.” Un banale imprevisto dovuto alle pessime condizioni meteo fece sì che la squadra perse il volo. Restarono bloccati a Linate dalla nebbia, rinunciarono al treno e si imbarcarono su un volo Swissair con scalo a Zurigo e successivamente a Francoforte. Lì, il ritardo: trascurabile nella forma ma fatale nella sostanza. Il primo aereo partirà con 9 posti vuoti, i loro; il secondo sarà quello pilotato dalla mano del destino. Le cause dell’incidente non sono mai state del tutto chiarite. Giunto a Brema in condizioni di scarsa visibilità, il velivolo non era riuscito a rimanere nel corridoio di discesa forse a causa di un guasto. Il pilota per un malore o un’altra causa tecnica portò l’aereo in stallo e prima che potesse adottare le necessarie contromisure l’aereo si schiantò al suolo.
Nell’incidente persero la vita tutti i 42 passeggeri e i 4 membri dell’equipaggio: Daniela Samuele genovese, Luciana Massenzi romana, Carmen Longo bolognese, Bruno Bianchi triestino, capitano, Sergio De Gregorio romano, Andrea Chimisso veneziano, Chiaffredo “Dino” Rora torinese. Paolo Costoli da Firenze, cinquantasei anni, allenatore. Tra le vittime anche il giornalista Nico Sapio, novarese di nascita ma genovese di adozione in quanto all’epoca era in forza alla sede RAI del capoluogo ligure come telecronista specializzato nella disciplina del nuoto e della vela dopo gli esordi  in “Tutto il calcio minuto per minuto”.
Brema venne dopo Superga e si eclissò altrettanto velocemente. A cinquant’anni di distanza di quei sette ragazzi non si ricorda quasi nessuno. Perché erano troppo giovani, sconosciuti e perché il nuoto ora come allora appassionava pochi.
foto: Corriere.it

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