Economia Vado Ligure

"Vivere Vado" contro la variante alla piattaforma del porto di Vado

Vado Ligure. “Non ci sono i soldi per la diga, per il casello, per il trasferimento delle persone, si è ridotto il mercato per i contenitori (Voltri, La Spezia e Bettolo si sono adeguate alle grandi navi) e si pensa di spostare ancora nel tempo la conclusione dei lavori. Ma allora cosa la facciamo a fare? Solo per continuare a dare soldi a chi la costruisce? Ricordiamoci che alla gara partecipò un solo concorrente, con tutte le perplessità che ciò comporta”.
Questa notizia deve portare a ridiscutere della stessa fattibilità dell’iniziativa – fanno notare i consiglieri di minoranza – Ci vengono a dire che con il terrapieno l’acqua circolerebbe meglio ma basta leggere il progetto di variante del 2015 (in corso di attuazione) in cui si era allungato di 50 metri il tratto di terrapieno e si legge che la circolazione dell’acqua vicino a riva è già impedita dal terrapieno attuale. Ma allora, se il terrapieno si prolunga a 700 metri cosa resterà della circolazione dell’acqua?
“Ci danno un parere tecnico della Technital; ma è un’azienda in conflitto di interessi: fa parte dell’associazione con Fincosit e Apm. I suoi pareri tecnici non sono credibili e sono contradittori. Non possono pensare che, perché sono tecnici, dobbiamo berci tutte le forzature che ci propinano”.

 Così “Vivere Vado”, gruppo di minoranza consiliare di Vado Ligure, commenta l’annuncio dell’Autorità Portuale di Savona di costruire la piattaforma Maersk “tutta su terrapieno anziché su pali perché mancano i soldi per la diga foranea”.
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