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I cinquant'anni di Bandiera Gialla ed il Savona in B

Savona. Musica, radio e calcio nelle pieghe della memoria. Un passato remoto che torna e racconta del tempo che fu. Un anniversario e a corollario tanti ricordi e immagini che accompagnano il cinquantennio dell’ultima promozione in Serie B del Savona. Era il 15 maggio 1966 e quel giorno gli striscioni afferrarono la B dopo vent’anni di sudore e polvere ma lo fecero senza il loro presidente, Giovanni Gadolla che per tanto tragico quanto arcano gioco del destino si addormentò improvvisamente proprio mentre assisteva alla terzultima partita di campionato contro il Marzotto, una settimana prima della storica promozione.
Era stato un segno degli dèi del calcio quella promozione perché a guidare quel Savona in panchina c’era Manlio Bacigalupo, fratello di Valerio perito a Superga a cui era stato intitolato lo stadio: era la chiusura del cerchio, il risarcimento del fato per quella tragica scomparsa. Erano gli anni sessanta, quelli della Cinquecento e del boom economico, della televisione in bianco e nero e di Canzonissima di Walter Chiari, delle spie sovietiche raccontate da Ian Flemming e dell’epopea musicale dei Beatles.
Una città diversa ed una passione viscerale accompagnavano le domeniche allo stadio: donne, bambini, adulti, gli anziani in giacca e cravatta e Borsalino d’ordinanza. In 15.000, forse di più. Gli spalti dello stadio savonese erano costantemente gremiti come testimoniano foto d’epoca e qualche vecchio filmato.
Bella, poi, la musica: c’era Françoise Hardy che con la sua voce esile cantava “Tous le garçon”, Gianni Morandi, “La fisarmonica”, il caschetto biondo di Caterina Caselli e la ribelle“Nessuno mi può giudicare”, “Michelle” dei Beatles, “Il Ragazzo della Via Gluck”, primo manifesto dell’ecologia contemporanea cantata da Adriano Celentano e “Bandiera Gialla” di Gianni Pettenati, l’inno alla trasgressione ed al divertimento: “Sì, questa sera è festa grande…” cominciava così la canzone mentre sul lato B era incisa  “Se mi vuoi così”: due capolavori del grande Alberto Testa.  In verità Bandiera Gialla era la cover italiana di The pied Piper, incisa nello stesso anno da Patty Pravo e scritta da Artie Kornfeld e Steve Duboff, ma il successo fu ugualmente straripante. Parallelamente in radio si trasmetteva nello stesso anno una storica trasmissione omologa nel titolo e nei contenuti ma che ispirò i successo canoro: Bandiera Gialla era infatti dedicata alle novità mondiali della musica e destinata a un pubblico giovanile. A condurla erano Gianni Boncompagni e Renzo Arbore.
“Finchè vedrai sventolar…” era il ritornello della canzone di Pettenati ma il vessillo bianco blu garrì  sui campi cadetti soltanto per una stagione, a seguito di una fatale sconfitta esterna a Catania all’ultima di campionato, si classificarono in quartultima posizione, sfortunatamente proprio nella stagione in cui le retrocessioni in C erano state portate da 3 a 4, cose da Savona, insomma….. Ciò avvenne nonostante la presenza in rosa di elementi di spicco quali gli emergenti Pierino Prati e Giuseppe Furino, gli esperti Eugenio Fascetti, Glauco Gilardoni e Giobatta Zoppelletto oltre ad alcuni risultati prestigiosi quali le due vittorie nei due derbies al Bacigalupo contro Sampdoria e Genoa (entrambi decisi da Gilardoni) ed un’eclatante 5-1 sul Modena. savona66-67

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