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Sanremo: non solo canzoni e fiori…

misanCartolina da Sanremo: i fiori, i colori ed i profumi della Riviera. Se fosse una canzone sarebbe “Mediterraneo” di Mango. Chiudete gli occhi ed immaginate le palme, l’aspra e arida collina da dove lo sguardo si spinge fino all’orizzonte nel punto in cui finisce il mare e comincia il cielo e le forme si dissolvono nell’azzurro dipinto di blu. La luce che bagna la città sembra quella delle tele di Claude Monet, il pittore parigino di fine ottocento che amava dipingere panorami in ore e angolature diverse e che conosceva la Città dei Fiori per aver soggiornato nel 1884 nella vicina Bordighera (ritratta in un celebre dipinto). A questo lembo di terra quasi di confine dove si comincia a respirare il clima patinato e signorile della Costa Azzurra, hanno legato i propri destini nomi eccellenti della letteratura e della cultura, da Alfred Nobel allo scienziato Giulio Natta senza dimenticare Italo Calvino che definì la Sanremo di un tempo “una città piuttosto diversa dal resto d’Italia, popolata di vecchi inglesi, granduchi russi, gente eccentrica e cosmopolita”. Le tante anime di questa città che per tradizione ama distinguere i sanremesi dai sanremaschi (indicando con i primi coloro che risiedono in città pur avendo altre origini e con i secondi coloro i quali da generazioni sono nati e vivono in città), ha nella musica, nei fiori e nel ciclismo le proprie eccellenze e tipicità.
Da sempre ginnasio di fatiche e agonismo, la “Classicissima” di inizio primavera, ormai ultra centenaria, mantiene intatto il proprio fascino e la capacità di raccontare attraverso i nomi le imprese dei campioni del passato e del presente che hanno percorso i ripidi e i tortuosi tornanti affacciati sul mare, un tempo polverosi oggi asfaltati. Dal primo vincitore in bianco e nero Petit Breton (anno 1907) al tedesco Degenkolb trionfatore lo scorso anno, hanno vergato il proprio nome nell’albo d’oro della corsa atleti del calibro di Costante Girardengo ( 6 vittorie negli anni ’20); Alfredo Binda (2); Coppi e Bartali nel dopoguerra (3 volte ciascuno); Eddy Merckx plurivincitore ancora imbattuto con 7 successi. Erano i tempi in cui la ferrovia tagliava in due la città e la stazione sorgeva sul lungomare a due passi dalla spiaggia.
Tra le pagine più emozionanti degli ultimi tre decenni vanno ricordate quelle di Sean Kelly nel 1992, protagonista di un memorabile sprint con Moreno Argentin e lo scatto fulmineo di Andrei Tchmil che nel 1999 vinse con pochissimi secondi di vantaggio sul gruppo guidato da Zabel. Storie di uomini e di atleti, frammenti di un lontano passato. 106 anni di ricordi nel segno delle due ruote, di pagine che trasudano la fatica di chi le scrisse, di eroici successi e dannate sconfitte. Oggi i “vecchi inglesi” e i “granduchi russi” di Calvino, a Sanremo non ci sono più. Resta però la vocazione multietnica e cosmopolita di una città morbidamente verticale come la sua collina mai uguale a se stessa, ricca di scorci, atmosfere, angoli la cui luce è rimasta quella dei meriggi estivi infuocati talvolta assorti, dei muri d’orto di monta liana memoria e delle tele di Monet.
L’edizione 2016 tornerà all’antico e scatterà da Milano con partenza alle 10.10 dal Castello Sforzesco per chiudersi sullo storico traguardo di Via Roma intorno alle 17.  Il percorso è di 294 km con gli snodi determinanti della discesa del Turchino e delle ascese della Cipressa e del Poggio.In tutto saranno 25 le squadre presenti con 8 corridori ciascuna. Si riparte dalla vittoria tedesca di Degenkolb, (sarà assente sabato) la vittoria italiana manca da ben dieci anni quando si impose Filippo Pozzato. Domenica ci sarà anche lui.

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