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Lady Cristina, Gros-Livio e quelli che non ci mettono la faccia

Cristina Battaglia e Livio Di Tullio ci hanno messo la faccia. E si stanno sfidando, devo dire con una certa misura, per le primarie del Pd a Savona. Il centrosinistra – tradizionalmente – produce un abbondante numero di candidati. Alcuni reali, come Lady Cristina e Gros-Livio, altri probabili o possibili (come Marco Russo, che però s’avvita nei suoi laboratori politici e poi non si decide), altri ancora decisamente improbabili, come il situazionista Giuliano Arnaldi, che venderebbe un Caravaggio per un trafiletto sui giornali.

Poi ci sono i duri e puri come Barisone, candidato per il Partito comunista dei lavoratori (praticamente un fossile, non Barisone, il partito) e Frumento per gli ex-socialisti (i socialisti, curiosamente, da vent’anni sono sempre ex). Persona di garbo, Frumento, e stimabile per onestà d’intelletto. Ma che faticherà assai a tornare in consiglio comunale. Obiettivo che sarà invece decisamente precluso al coraggioso candidato comunista.

Anche Barisone e Frumento, dunque, ci hanno messo la faccia. Chapeau.

Tuttavia i competitori veri del Pd – il Movimento 5 Stelle e il centrodestra – se ne stanno ben nascosti. O, meglio, sembra che stiano a guardare. Soprattutto (pensano loro) nella speranza che il Pd si faccia del male da solo. Il che è anche possibile. Ci sono precedenti.

In realtà, che abbiano qualche problema ad individuare un candidato, è un fatto.

I due evanescenti consiglieri comunali grillini – tali Debenedetti e Delfino – non è che abbiano brillato per iniziativa (a parte compulsare gli scontrini delle gelaterie notoriamente frequentate dalla casta). Si sono giovati, i due, della luce riflessa del movimento nazionale, ma si sono fatti scippare le grandi battaglie locali (Tirreno Power, il deposito di bitume, la Margonara) da comitati, associazioni, mamme devote a papa Francesco e persino librerie. Candidare uno dei due – anche se la logica lo vorrebbe – sarebbe come fare harakiri al primo turno.

Il classico velo pietoso può essere steso sul centrodestra che a Savona, città medaglia d’oro per la Resistenza – bisogna dirlo – ha sempre avuto vita grama. Prima e dopo il buon Marson. Che, essendo testa (e testina) di prim’ordine, ha alzato bandiera bianca alla prima occasione. Il casting per il candidato (Miazza, Ruffino, Pippo e Paperino), al momento, non ha dato frutti incoraggianti.

A qualche settimana dalle elezioni, dunque, le due maggiori forze che si opporgono al Pd (e all’eventuale centrosinistra ancora tutto da disegnare) latitano.

Il fatto è singolare assai. E credo abbia pochi precedenti. A Savona di sicuro. E persino nella mia amata foresta di Sherwood.

Paura di Lady Cristina e Gros-Livio? Anche io ne avrei, a dire il vero, nonostante come stazza batta di gran lunga il vicesindaco. Sulla bellezza degli occhi della signora, poi, non si discute. E gli occhi sono lo specchio dell’anima. Ma io sono un frate. E a queste cose non penso.

Però, cari ragazzi del Movimento 5 Stelle e del centrodestra, non starei ancora troppo ad aspettare. Avete guardato abbastanza. Datevi una mossa, battete un colpo, fate un nome, magari due. O anche tre, che la democrazia poi ci guadagna. Nomi da cliccare in uno dei vostri dannati blog o magari da votare nei gazebo come a Roma: sì o no, come Bertolaso, o come Mussolini nel 1929.

Metterci la faccia, ogni tanto, serve. Perché, come diceva Jannacci, un cantante che piace anche a Sherwood: «la gente sai, magari fa anche finta, però le cose è meglio fargliele sapere».

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