Aumenti Tari, la protesta di Confcommercio

Savona. “Di questa amministrazione che impone anno dopo anno incrementi sempre maggiori per le tasse comunali specie per quella sui rifiuti la Tari, non ne possiamo davvero più.
Più che le somme di per se che vengono richieste e che sono impossibili ormai da reperire vista la pesante crisi economica che grava sulla città e sul comprensorio, fa rabbia che questi amministratori pretendano senza spiegarci dove andranno a finire queste somme e senza sopratutto offrire nulla in cambio ai cittadini e alle categorie economiche e commerciali”.
Questo il duro j’accuse del presidente della Confcommercio di Savona Vincenzo Bertino dopo l’annuncio dei rincari per famiglie e commercianti della Tari e l’anticipo della prima rata al 16 aprile. “Noi lo abbiamo detto e lo ribadiamo al dottor Martino. Si scordi l’anticipo della prima rata al 16 aprile. Non perché vogliamo attuare una sorta di sciopero fiscale ma perché i soldi nei portafogli dei cittadini e nelle casse dei commercianti non ci sono più”. ha detto Bertino.
“E’ ora di finirla con questa pratica di mettere sempre le mani nelle tasche degli stessi,e non solo dei commercianti ma anche di cittadini deboli e indeboliti ancor di più da questa crisi economica che non conosce fine nonostante si dica che un po di ripresa ci sarebbe o ci sarebbe all’orizzonte.
Qualcuno mi dica come può un pensionato al minimo o un disoccupato pagare anno per anno aumenti vertiginosi di questi balzelli. Se ci sono dei buchi di bilancio significa che le amministrazioni anche quelle del passato non hanno saputo fare bene il proprio lavoro e a pagare non possono essere cittadini ma dev’essere una volta per tutte la politica”.
Lo sfogo poi si alza ancora di tono: “Ci spieghino almeno se una parte di questo denaro che ci chiedono in più servirà ad abbellire la città a renderla più accogliente visto che mi pare in alcune zone almeno sia piuttosto degradata”.
Bertino conclude: “noi siamo solitamente di ispirazione moderata e non ci permettiamo certo di inscenare manifestazioni di protesta fuori dalle righe, ma ora la misura comincia ad essere colma perché riceviamo da tre giorni a questa parte telefonate di fuoco da tutti i nostri aderenti che ci insultano e ci chiedono conto di decisioni che non abbiamo preso ma che ha preso la politica e quindi il Comune”.

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