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Le parole di un ristoratore ligure a Matteo Salvini: “noi rispettiamo le istituzioni e la democrazia, dovrebbe farlo anche lei”


Riceviamo e pubblichiamo questa lettera scritta da un nostro lettore ristoratore, indirizzata a Matteo Salvini.

Signor Senatore Salvini
Io Rocco Costanzo Ristoratore ci tengo a dirle che io non apro in barba alle leggi del mio paese io apro in sicurezza e concordato con le istituzioni, si signor Senatore Istituzioni quelli che lei rappresenta e che noi paghiamo profumatamente quelli che lei ha giurato di difendere invece le offende.
La situazione per noi e drammatica siamo tutti al collasso ma non mi è mai passata dalla testa di aprire e forzare la legge no quello è ignoranza non avere la minima conoscenza di cosa comporti la democrazia quella che lei calpesta ogni giorno ogni volta che apre bocca, e questo è la democrazia che gli permette di potergli sputare addosso.
Non ha nemmeno imparato la lezione del suo Idolo Americano che dopo aver istigato alla violenza e stato letteralmente abbandonato da chi le istituzioni le ama, perché chi ama il proprio paese ne difende l’ordinamento che ci si è dato tutti per la convivenza civile.
Tutti vorremmo aprire ma in sicurezza discusso con le istituzioni e trovare assieme le soluzioni sia per la sicurezza di chi arriva nei nostri ristoranti ma anche per la nostra e delle nostre famiglie.
Noi e vero in questi mesi non siamo stati rappresentati bene non abbiamo avuto quel rispetto. E quella fiducia che invece ce sempre stata tra istituzioni e commercianti, quella collaborazione intrinseca nel nostro dovere, con le nostri luci accese siamo sempre stati il deterrente alla delinquenza siamo sempre stati il presidio delle nostre città e paesi borgate quartieri, abbiamo sempre svolto anche funzioni sociali. Pensi a quanti da soli in questo periodo se li avessimo abbandonati non avrebbero avuto di che mangiare. Noi siamo stati lì per loro.
Signor Senatore forse sarebbe ora che lei rispettasse le istituzioni e sopratutto quella parte della nostra categoria che da sempre sta con il paese senza mai alzare i toni ma recriminando nelle sedi opportune le nostre esigenze difendendo la nostra dignità e valorizzando le nostre prerogative.
Mi aiuti ad aprire in sicurezza e con apposita legge chieda alle prefetture di accoglierci noi abbiamo la soluzione ma assieme possiamo solo migliorarla e renderla efficace per tutti.
Noi possiamo essere responsabilizzati nel controllo ad evitare assembramento proprio aprendo i nostri locali e lasciando accesso al numero consentito eliminando l’asporto evitando così assembramenti.
Magri si offenderà perché sono uno di quei ristoratori che qualche anno fa lei definiva terroni e ci intimava di tornarcene nelle nostre terre, ma anche allora il paese era moglie di alcuni che lo rappresentavano, oggi come lei sbandiera io grazie agli africani lei mi considera Bianco e pure Italiano.
Ma forse perché nessuno gli ha mai raccontato la verità e ne sarei felice di poterla accompagnare in un giro storico culturale per farle comprendere che anche lei magari ha un corredo genetico non riconducibile alla genesi Italica.
Vede Signor Senatore lei esiste perché la democrazia gli e lo permette anche se lei la calpesta ogni secondo della sua vita politica.
Cari saluti Signor Senatore




Fonte foto in copertina: www.swimmelab.com

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