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Il filosofo Paolo Becchi a Radio 104: “L’incubo di Foucault, la costruzione di un’emergenza sanitaria”

Paolo Becchi – autore, accademico, filosofo e blogger – ha presentato a “ON AIR” il suo ultimo libro “L’incubo di Foucault. La costruzione di una emergenza sanitaria”, un pamphlet agile, veloce e provocatorio per far discutere e ragionare.

Il riferimento è naturalmente al filosofo francese del ‘900 Michel Foucault, che si occupò di biopolitica e biosicurezza, specialmente in “Sorvegliare e punire”: Becchi voleva infatti intitolare il suo libro “Sorvegliare e impaurire”, ma, non volendo cadere in imitazioni, ha scelto di omaggiare il filosofo in un altro modo.

L’intento del libro, spiega Becchi, non è quello di negare l’esistenza del virus, ma di analizzare la maniera inadeguata con la quale l’Italia e l’Europa stanno affrontando questa pandemia che, come si è è potuto vedere a marzo, non può essere risolta con il lockdown.
Come sosteneva Foucault, viene ribadito che i governi non si occupano più di fare politica e di programmare interventi su diversi piani, ma di procedere per emergenze: prima si pensava ai migranti, ora al problema sanitario, dopo sicuramente si ritornerà a parlare del clima e dell’ecologia.

Il libro non ha quindi un intento politico, ma è una riflessione filosofica più ampia: “mi chiedo come possa andare avanti una società basata sul distanziamento, con il proseguimento delle lezioni di scuole e università a distanza. Non stiamo parlando solo di stravolgere e limitare lo stile di vita delle persone: mettere in discussione la possibilità di un contatto umano è qualcosa che va molto più in profondità. A me ha molto colpito un dialogo per la strada che si concludeva con “ti vedo, ma non ti riconosco”.”

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