Alassio Cronaca In Primo Piano

Alassio, due italiani coinvolti in un giro di prostituzione, arrestati

I militari della Compagnia carabinieri di Alassio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, per gli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Savona Francesco Meloni, su richiesta del Pm Chiara Venturi, nei confronti di due persone, indagate, in concorso, per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Gli arrestati erano attivamente “coadiuvati” da una terza persona, attualmente segnalato in stato di libertà.

Le persone indagate sono tutti italiani e gli arrestati sono due uomini di 58 anni, operaio, e un altro di 61 anni commerciante/gestore di un’attività di ristorazione, “aiutati” da un complice di 70 anni, pensionato. Tutti, compresa la donna coinvolta come parte offesa, un’insegnante, 56 anni, sposata con uno degli arrestati abitano nel ponente ligure, tra le provincie di Savona e Imperia in ordine ad una attività di prostituzione.

Secondo l’indagine, la 56enne aveva una condizione economica non compatibile con la retribuzione percepita come insegnante. Risultava intestataria di ben quattro conti correnti bancari, con relative carte bancomat e di credito e di un’automobile Jaguar. Alcuni siti on line diffondevano immagini erotico-pornografiche, che pubblicizzavano e favorivano gli incontri sessuali a pagamento della donna, riscontrando immissioni pubblicitarie riconducibili alla stessa, parzialmente ritratta all’interno delle fotografie, in atteggiamento ‘invitante’ e con indosso biancheria intima, che nell’attività usava un nome d’arte.

A completare gli annunci c’era l’utenza telefonica (intestata a uno dei soggetti segnalati), a lei riconducibile e l’area dove erano presenti i siti per gli ‘incontri’, si tratta di più località dislocate al confine tra le provincie di Savona e Imperia, attrezzati ad hoc.

I carabinieri di Alassio hanno poi svolto attività investigative ‘tradizionali’ (pedinamenti a piedi e con autovettura) e tecnici (intercettazioni telefoniche e ambientali), autorizzati. Nel corso delle indagini, in maniera incontrovertibile, i Carabinieri hanno accertato le responsabilità delle persone indagate, a vario titolo, si adoperavano nell’esecuzione delle mansioni di segreteria consistenti nella selezione delle immagini e ritratti della donna da pubblicare nei siti hot.

Nel concordare, coi clienti della donna, quotidiani appuntamenti, pianificandoli prima con lei e fornendo loro informazioni in ordine a tariffe e tipo di prestazioni (in qualche occasione taluni clienti abituali hanno concordato prestazioni sessuali con la compartecipazioni di animali, ovvero con altri soggetti femminili); attivazione di utenze e contratti riguardanti i siti dove si svolgevano gli incontri, ovvero pagamento di bollette riguardanti la forniture di utenze, utilizzando denaro proveniente dalle prestazioni sessuali, ossia della gestione dei conti correnti della donna, con il versamento nei conti corrente dei proventi dell’attività di lenocinio.

Uno degli indagati, al fine di agevolare la donna, l’aiutava negli aggiornamenti quotidiani di atti e documenti, riguardanti la sua professione di insegnante.

Gli stessi indagati si occupavano di ‘assistenza e accompagnamento’ della donna nel corso dei suoi spostamenti (casa-lavoro-casa), di accudimento di un suo animale d’affezione (cane cocker usato in qualche prestazione sessuale), riassetto, pulizia e riordino dei siti dopo gli ‘incontri’, acquisti di generi vari da utilizzare per la gestione dei siti per l’attività e di farmaci per clienti contro le disfunzioni erettili.

Nel corso dell’esecuzione delle misure cautelari, sono state eseguite alcune perquisizioni personali e locali nei confronti degli indagati. Nei luoghi dove avvenivano gli incontri e nelle abitazioni e automezzi di proprietà, sono stati trovati anche documenti e cose varie al vaglio degli inquirenti.

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