Misteri di Liguria

Le leggendarie (e oscure) origini di Triora

Furono tre centurioni dell’Impero romano a lasciare un ricordo di se e delle proprie nefaste scorribande per il territorio talmente negativo da determinare addirittura l’origine di altrettante località della provincia di Imperia, esiste infatti una curiosa leggenda secondo cui le tre bocche che si trovano all’interno dello stemma del comune di Triora, in Valle Argentina, sarebbero state quelle voraci di tre centurioni romani disertori, Tages, Pompeius e Cerio, che fondarono rispettivamente Taggia, Pompeiana e Ceriana (tutti comuni limitrofi). Inseguiti dall’esercito, fuggirono nella valle dove sopravvissero grazie a furti e omicidi per molti anni. Ma per quanto riguarda Triora, esisterebbe almeno una seconda interessante ipotesi che potrebbe trovarsi all’origine del suo nome.

“Triora” deriverebbe dal termine latino “tria-ora”, vale a dire “tre bocche”, quelle già citate che si trovano nello stemma comunale, ma in questo caso non rappresenterebbero le voraci fauci dei tre disertori romani, bensì quelle del famoso cane infernale a tre teste Cerbero, posto dalla mitologia greca a guardia dell’Ade.

Il celebre mostro custode degli inferi fu il protagonista della dodicesima ed ultima fatica di Ercole, che dovette catturarlo vivo per portarlo a Micene da Euristeo, L’eroe greco riuscì quindi a soffocarlo dimostrando così di averlo sconfitto in combattimento ma senza ucciderlo. In seguito il mostro tricefalo fu riportato nell’Ade dove tornò ad esserne il guardiano.

Cerbero è anche una delle figure predilette dal mondo della letteratura, del cinema e della televisione e non solo…esso infatti appare in una moltitudine di situazioni e luoghi diversi; rappresenta ad esempio il diavolo buono nel fumetto “Geppo” di Giovan Battista Carpi, ma viene riproposto anche nel famoso cartone animato Disney “Hercules” e nella serie “I cavalieri dello zodiaco”, appare nel film “Wonder Woman” e nella pellicola horror del 2007 “Cerberus – il guardiano dell’inferno” impegnato a custodire la leggendaria spada di Attila, è il simbolo del gruppo rap italiano Club Dogo, e la particolare formazione geologica detta Cerberus Tholi sul pianeta Marte è stata intitolata a lui.

Cerbero è anche uno dei protagonisti nei videogiochi “Devil May Cry 3”, “Dante’s inferno” e “God of War”, lo ritroviamo nelle serie televisive “Teen Wolf” e “Supernatural”, in “Harry Potter e la pietra filosofale” ed in moltissime altre circostanze.

  Ma perché adottare il nome di un cane infernale anche per un piccolo borgo dell’entroterra ligure? Per capirlo ripercorriamo brevemente parte della storia del luogo riportata da Padre Francesco Ferraironi nel suo libro “Le streghe e l’inquisizione”:

A Triora, posta in mezzo alle montagne della Liguria, tagliate fuori dal traffico cittadino, si viveva ancora in una affannosa e misteriosa epopea di superstizione, benché l’Italia fosse in pieno fervore di Rinascimento e fu proprio questo ambiente provinciale a favorire quanto avvenne nella valle a partire dall’ottobre del 1587, quando, il parlamento locale, sollecitato da un gruppo di abitanti esasperati, decise di rivolgersi al Podestà in carica Stefano Carrega, indicando come principali responsabili della terribile carestia che da oltre due anni perdurava nella zona (notoriamente tanto ricca da meritare l’appellativo di “granaio della repubblica”) alcune donne che subito vennero isolate e accusate di praticare attività inconfessabili: «avendo conoscenza delle leggi di Dio ma agendo per mezzo del maligno», nascono così le streghe di Triora”.

Ebbene sì, perché Triora è universalmente conosciuto come il paese delle streghe per via di ciò che accadde in antichità da quelle parti ed è probabile che sin dalle origini, il posto abbia rappresentato un luogo dalla fama oscura, immerso nella fitta boscaglia che lo circonda, generando timori e superstizioni d’ogni tipo, e meritando un così terribile compagno di viaggio da ospitare nel proprio nome…

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