Misteri di Liguria

Il pozzo dei desideri di Arenzano

   A pochi chilometri da Genova, si trova Arenzano, uno dei comuni più popolosi dell’area metropolitana del capoluogo ligure, Arenzano è una cittadina che merita di essere visitata per diversi motivi, secondo il sito Tripadvisor Italia, ad esempio, sono quasi una dozzina i principali luoghi d’interesse da non perdere trovandosi in zona, molti dei quali di carattere naturalistico: il Parco Comunale di Arenzano, la Basilica di Gesù Bambino, il Parco del Beigua, il Lago della Tina, la Passeggiata Lungomare Fabrizio De Andrè, Villa Negrotto Cambiaso, il Porto della città, il monte Reixa e molti altri…

   Il noto portale turistico tuttavia, dimentica di citare un piccolo luogo del quale si è persa memoria, e con essa l’esatta ubicazione, protagonista di una leggenda le cui conseguenze perdurano ancora oggi, si tratta di un antico pozzo medievale che, secondo quanto si racconta si trovava (e ancora dovrebbe essere) nel centro storico del paese, un pozzo assai profondo, in grado di soddisfare da solo le esigenze idriche di tutta la popolazione grazie alla sua acqua sempre limpida e fresca che però, a causa della grande siccità che colpì la zona intorno alla metà del XIII secolo si inaridì, così, quando all’orizzonte comparvero le navi da guerra dei saraceni (quasi sempre alle leggende liguri fanno da sfondo le battaglie sostenute per cacciare i Mori invasori), si decise di usarlo per calarvi le fanciulle più belle della città nascondendole insieme all’oro e agli oggetti più preziosi degli abitanti.

   Quindi il pozzo venne chiuso e l’ingresso occultato con tale perizia che non solo i saraceni non riuscirono a trovarlo ma, una volta ripreso il mare da questi ultimi, la sua posizione risultò sconosciuta anche agli stessi abitanti che quindi ne persero ogni traccia.

   Tradizione vuole che la ricerca del pozzo scomparso proseguì nei secoli ed ancora nel 1800 si sperava di ritrovarlo al punto tale che nei contratti relativi alla vendita di alcuni terreni dell’area che potenzialmente avrebbe potuto nasconderne l’ubicazione, era d’uso inserire una clausola secondo cui il venditore cedeva l’appezzamento di terreno rimanendo tuttavia proprietario dell’intero contenuto del pozzo nel caso in cui esso fosse stato ritrovato.

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