Misteri di Liguria

Su 104News arrivano i Misteri di Liguria di Luca Valentini

   Inizia oggi il nuovo appuntamento dedicato ai Misteri della Liguria che sarà ospitato ogni settimana sulle pagine di 104News. Un percorso alla scoperta delle leggende, le tradizioni e le tante curiosità sparse in un territorio dalla dimensione geografica inversamente proporzionale rispetto al numero di enigmi che custodisce… Storie spesso molto antiche, in alcuni casi tramandate ancora per via orale, un vasto corpus leggendario dedicato al racconto di una Liguria a tratti dimenticata e, in altri, capace di mostrarsi la straordinaria protagonista di un bellissimo libro di “fiabe” così come nel caso della strana vicenda che circonda un piccolo ed accogliente villaggio nel primo entroterra della provincia di Imperia…

Promesse mantenute

   Diano San Pietro è un comune di circa 1150 abitanti della provincia di Imperia dalle probabili origini romaniche, anche se lo sviluppo maggiore del borgo avvenne in epoca medievale, sotto il Marchesato dei Clavesana quando molte delle abitazioni iniziarono a circondare la chiesa principale dedicata ai santi Pietro e Paolo. La cittadina è comodamente raggiungibile in auto o a piedi imboccando la strada provinciale 36 che la collega ad altre tre “Diano”, Diano Arentino a nord e Diano Castello e Diano Marina a sud, proprio partendo da quest’ultima località costiera, la più popolosa di quello che viene definito il Comprensorio Dianese, in pochi minuti è possibile raggiungere il borgo che, soltanto alcuni anni fa è stato scelto per ospitare la nuova stazione ferroviaria della zona, ed è proprio superando quest’ultima e proseguendo verso nord che in pochi minuti di piacevole passeggiata accompagnati dal torrente San Pietro a sinistra ed una moltitudine di vivai ed aziende agricole a destra che si raggiunge l’abitato  e con esso, quasi subito, anche il piccolo cimitero che fa da sfondo alla nostra storia.

Si narra infatti che intorno alla metà del 1900 vivesse solitaria sulle alture alle spalle del piccolo borgo un’anziana signora che gli abitanti del posto usavano chiamare la strega. Un caldo giorno d’estate, la donna fu vista raggiungere il paese con passo veloce silenziosa e indifferente, come d’abitudine, ai residenti che incontrava sul suo cammino, raggiunse l’abitazione di una vedova, raccontandole di avere ricevuto nottetempo in visita lo spirito del marito, il quale, alla ricerca di una serenità ultraterrena evidentemente non ancora raggiunta, le avrebbe chiesto di scendere a valle, cercare la moglie e chiederle di tener fede ad un voto fatto in vita, consentendogli finalmente di riposare in pace. Tale impegno consisteva nel recarsi al piccolo cimitero del paese e piantare un lungo chiodo all’interno del muro di cinta.

La vedova, seguendo alla lettera le istruzioni fornitele dalla strega, decise di recarsi nel Camposanto la sera stessa, entrò e si nascose in attesa di restare sola; dopo la chiusura, estrasse un chiodo e un martelletto dalla borsa ed iniziò a bucare il punto scelto per tener fede alla promessa fatta al consorte defunto.                                                   

Tradizione vuole che il mattino seguente, appena giunto all’ingresso, il custode del cimitero notò subito qualcosa di strano, un braccio sporgeva tra le sbarre dell’inferriata ancora chiusa, si avvicinò e scoprì il cadavere della donna disteso nell’atto di aggrapparsi al cancello con le gambe allungate e i piedi semi sepolti nella fanghiglia, come se qualcuno avesse afferrato quel povero corpo inerme impedendogli di raggiungere l’uscita.

Visitando il luogo di dimora delle anime di Diano San Pietro, è possibile notare una serie di stuccature realizzate al fine di coprire alcuni fori ritrovati all’interno del muro di cinta, ancora oggi, diversi anziani del posto sostengono che uno di essi si trovi su quel muro da almeno cinquant’anni…

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